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Isole Galapagos, l’ecoturismo possibile.

Ma… ma… ma si può fare? Fra l’interdetto e l’indignato, la turista statunitense è davvero convinta che il nostro barbecue sulla spiaggia di Porto Chino, a San Cristobal, sia una grave infrazione alle regole del Parco Nacional de Galapagos. Ovviamente non è così, anzi. Le guide del Parco sono ben felici di partecipare alla festa e di gustare l’ottimo “guaco” (wahoo) alla griglia che Marco sta preparando, dopo averlo acquistato questa mattina fresco fresco dai pescatori ormeggiati al lato del nostro catamarano.

Un giorno in spiaggia fra i leoni marini

Un giorno in spiaggia fra i leoni marini.

Come la maggior parte dei visitatori delle Galapagos, la turista statunitense è arrivata fin qui in un tour organizzato e soggiorna su una delle circa 80 navi o navette da crociera che navigano fra le isole, con itinerario rigidamente definito. Inquadrata in un programma serratissimo, si fermerà in spiaggia meno di mezz’ora, il tempo di scattare qualche foto ai leoni marini che pigramente crogiolano al sole sul bagnasciuga.

Molti di noi sono convinti che questo sia l’unico modo per visitare le Galapagos. Poiché le crociere a bordo di queste navi sono piuttosto costose, molti pensano che visitare le Galapagos sia un lusso per pochi privilegiati.

La verità è tutt’altra: moltissimi siti di visita sono accessibili liberamente via terra, non è necessaria una guida, ed è facilissimo, oltre che molto divertente, organizzare una vacanza fra le isole senza spendere una fortuna. Non solo: viaggiando in questo modo il vostro denaro andrà a sostenere l’economia locale, piccoli hotel, ristoranti, taxisti, pescatori, aiutando questa splendida gente a migliorare la propria situazione.

In un mondo in cui le agenzie che gestiscono le navi accaparrano tutto il business, dalla ristorazione alla vendita dei souvenirs, mantenendolo il più possibile a bordo, i piccoli operatori locali faticano a farsi identificare ed a proporsi al cliente.

I turisti delle navi vengono coordinati in gruppi rigidamente strutturati, anche dove questo non è necessario o richiesto dalle regole del Parco: un modo per evitare che si “disperdano” fosse anche solo per comprare una maglietta o bere un caffè guardando il mare.

Come fare? Se avete poco tempo ed organizzate tutto il viaggio partendo dall’Italia, la nave è naturalmente la soluzione più comoda. Per approfittare di tutto quello che “non vi dicono”, ecco qualche idea:

  • prendetevi qualche giorno prima e dopo la crociera, soggiornate a terra ed immergetevi nella vita locale. Quando sarete sulla nave, avrete una visione decisamente più realistica e meno idilliaca delle isole e della gestione del Parco.

  • Scegliete con cura la crociera sulla base dell’itinerario ed evitate di visitare in nave i porti di Barquerizo Moreno e Puerto Ayora, oltre che le isole molto vicine a questi due porti. Solo due delle isole normalmente incluse nella crociera non sono visitabili con un soggiorno a terra: Genovesa ed Española.

  • Durante le soste nelle isole abitate, cercate di liberarvi per visitare in autonomia i siti ad accesso terrestre. Anziché visitare quattro spiagge in una mattinata, sceglietene una e rimaneteci tutta la mattinata.

  • Evitate i pasti compresi nell’organizzazione del tour della nave quando a terra, date appuntamento alla guida per tornare a bordo quando riparte la nave ed entrate in un ristorante locale. Mangerete molto meglio, vi divertirete un sacco e spenderete pochissimo.

Se invece avete qualche giorno in più e vi solletica l’idea di un viaggio fuori dall’ordinario in un luogo straordinario, leggete quali sono le 10 cose da sapere per una vacanza incredibile alle Galapagos senza spendere una fortuna.

Un leone marino in spiaggia

Un leone marino in spiaggia a San Cristobal

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Prendetevi il tempo per giocare… vale anche per i grandi!

 

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